Ancora loro. Anche nel terzo e ultimo turno libero del Gran Premio del Giappone, Suzuka, le McLaren non si sono schiodate dalla vetta della classifica. In una sessione ancora una volta contrassegnata da un’erba facilmente ‘aizzabile’ (nell’accezione di infiammabile) – con due bandiere rosse a rompere le uova nel paniere – la vettura papaia ha dimostrato di avere un vantaggio in vista dell’importantissima qualifica, sebbene la vettura si confermi non facilissima da portare al limite. Lando Norris, autore per l’appunto di qualche sbavatura, è comunque riuscito a battere Oscar Piastri. I due, separati da una ventina di millesimi, sono risultati essere gli unici a scendere sotto il muro dell’1’28”. Il record di Sebastian Vettel, datato 2019, è distante circa 1 secondo. Ci si potrà avvicinare, sì, ma batterlo sarà difficile.
Una conferma George Russell, a ora vera spina nel fianco del team di Woking. Il britannico è una volta di più in ottima forma e cercherà di massimizzare il risultato sulla falsa riga dei due appuntamenti precedenti. Più difficoltà per Andrea Kimi Antonelli: lo spezzettamento delle sessioni, di certo, non aiuta nel suo processo di familiarizzazione della tecnicissima pista giapponese. Buone indicazioni emerse dalla Ferrari, più dal punto di vista del comportamento della SF-25 che dal tempo in sé. La macchina è apparsa più gestibile nell’ultima chicane, punto chiave per andare forte nell’ultimo settore, mentre si è confermata velocissima nel primo tratto.
Tra le due rosse si è inserito Max Verstappen, quinto. La Red Bull non ha destato chissà quali impressioni, né in positivo tantomeno in negativo. Chi continua a fare bene, se non benissimo, è Yuki Tsunoda, dettosi soddisfatto del compromesso sull’assetto trovato da Milton Keynes. A questo punto è lecito attendersi una qualifica che lo veda inserirsi tra le prime dieci posizioni; cosa che, alla luce delle difficoltà di Lawson (oggi dodicesimo con il team Racing Bulls), sarebbe grasso che cola. In top dieci – oltre a Isack Hadjar – anche Pierre Gasly, mentre Jack Doohan ha comprensibilmente faticato di più. L’australiano, scampato pericolo dopo l’errore (grave) di ieri, punterà in primo luogo a non fare altri danni.
Causa bandiere rosse non tutti sono riusciti a effettuare una simulazione di qualifica (le due Aston Martin, le due Haas e le due Sauber), men che meno dei long run (con qualche eccezione). La sesazione, comunque, è quella di un degrado meno pronunciato delle attese. La pioggia, poi, attesa nella giornata di domani, dovrebbe venire incontro almeno per quanto concerne il rischio incendi. Sebbene siano state adottate tutte le misure precauzionali possibili il dilemma tiene ancora banco creando non pochi imbarazzi. Da sottolineare come la FIA non abbia voluto concedere del tempo addizionale attenendosi scrupolosamente al programma originale.
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